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Prestiti per anziani

I prestiti per anziani pensionati sono disponibili in varie tipologie: cessione del quinto, prestiti vitalizi e finanziamenti "ad hoc". Scopriamo i più convenienti.

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Accedere al credito per le persone un po’ in là con l’età non è certamente cosa molto semplice soprattutto in ragione di alcuni vincoli da rispettare.

Le difficoltà maggiori solitamente risiedono nelle richieste di mutui visto che nella stragrande maggioranza dei casi si deve rispettare un certo limite anagrafico entro il quale estinguere il debito.

Infatti, una ricerca specifica del settore effettuata su un numero abbastanza nutrito di mutui offerti da vari istituti di credito e banche, ha evidenziato come il vincolo anagrafico per avere accesso al relativo credito si attesti intorno ai 78 anni. Questo tradotto in età anagrafica significa che persone al di sopra di 65 anni non possono tecnicamente e concretamente ricevere un mutuo di elevato importo o quanto meno non possono avere un piano di ammortamento che sia superiore a 10 – 15 anni.

In ragione di ciò il prodotto finanziario che più di tutti riesce a soddisfare le esigenze e le necessità dei cosiddetti anziani è senza dubbio il prestito.

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Come avere un prestito per anziani

Questo è ulteriormente giustificato dal fatto che gli istituti di credito negli ultimi anni hanno ideato ed immesso sul mercato tre differenti categorie di prestito per anziani che rendono il tutto molto fruibile e semplice.

Cessione del quinto della pensione

La prima tipologia è quella che viene definita cessione del quinto della pensione. Si tratta di un format piuttosto utilizzato ed in buona sostanza è un prestito di tipo personale in cui l’ente che eroga il credito ha come garanzia la pensione del contraente.

> Maggiori informazioni sui prestiti per pensionati

Si chiama cessione del quinto, giacché il piano di ammortamento è strutturato in maniera tale che il massimo importo mensile sia pari ad 1/5 della pensione del richiedente. È una opzione molto comoda ed economica in quanto il rimborso avviene in maniera automatica trattenendolo direttamente dall’importo della pensione. Abbiamo detto che è economica visto che offre la possibilità di poter risparmiare il costo per il servizio di pagamento dovuto al bollettino postale.

Per quanto concerne il tasso è per la maggior parte dei casi di tipologia fisso con un importo che può raggiungere i 75 mila euro a patto che il piano di ammortamento si concluda prima che il richiedente abbia compiuto il proprio novantesimo anno di età.

Tra gli altri vincoli richiesti quello più importante e che da vita ad un certo costo è quello riguardante l’obbligatorietà di un’assicurazione sulla vita. In pratica la banca si mette al sicuro da un eventuale decesso del contraente, mentre il rimborso del prestito è ancora in corso. In questo caso sarà l’assicurazione a risarcire la Banca della parte restante del rimborso che, per ovvi motivi, il contraente non ha potuto onorare.

> Come chiedere una cessione del quinto per pensionati

Prestiti vitalizi

La seconda tipologia è quella dei cosiddetti prestiti vitalizi. I prestiti vitalizi sono una sorta di integrazione della pensione. Solitamente viene richiesto da quanti, avendo una pensione di importo piuttosto contenuto, non riescono ad arrivare alla fine del mese. In pratica l’istituto di credito che elargisce questa tipologia di prestito, non fa altro che versare nel conto corrente del contraente un certo importo mensile fisso.

Quindi, c’è una prima fondamentale differenza con i prestiti classici ed ossia l’importo pattuito non viene dato al contraente in una soluzione immediatamente, ma viene elargito mensilmente proprio come se si trattasse di una pensione privata. Per accedere ai prestiti vitalizi occorre avere una certa età anagrafica minima che solitamente si aggira intorno ai 65 anni e soprattutto risultare proprietario di una casa.

Quest’ultimo aspetto è fondamentale in quanto, al termine del prestito vitalizio ed ossia con la scomparsa del contraente, l’immobile automaticamente passa di proprietà all’istituto di credito. Tuttavia, offre anche la possibilità in qualsiasi momento di essere rimborsato e quindi estinto a patto che siano pagati anche i relativi interessi.

Altra caratteristica dei prestiti vitalizi è che prevedono un importo minimo di circa 30 mila euro nella media dei casi e di un importo massimo di 350 mila euro. Inoltre, vi possono accedere anche quanti durante la propria vita risultino essere cattivi pagatori oppure protestati.

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Prestiti specifici per anziani

La terza tipologia è quella dei cosiddetti prestiti specifici per anziani. Si tratta di prestiti tradizionali che le Banche creano solo ed esclusivamente per anziani.

Infatti, l’età anagrafica minima per accedervi si aggira intorno ai 60 anni per importi abbastanza contenuti e che comunque non superino quasi mai i 30 – 35 mila euro per un piano di ammortamento entro i 10 anni con rimborsi a cadenza mensile.

È accessibile per qualsiasi finalità possibile ed immaginabile con un tasso di interesse che può essere tanto fisso che variabile. Un prodotto molto utile che però richiede le classiche garanzie ed ossia la busta paga nel caso di lavoratore dipendente, la dichiarazione dei redditi nel caso di lavoratore autonomo o libero professionista ed il certificato di pensione nel caso sia un pensionato. Se poi non si dovesse ricadere in alcuno di questi tre profili allora la garanzia può essere rappresentata dall’ipoteca su un immobile o raggiunta mediante un conoscente che faccia da garante.

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Autore: Gino Topini

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