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Prestito Rifiutato, cosa fare

Quali sono i motivi che portano le finanziarie a rifiutare la concessione di un finanziamento? Che cosa si può fare al riguardo? Come comportarsi se un prestito viene rifiutato?

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Può accadere che, per qualunque motivo, una domanda di prestito personale venga rifiutata da una società finanziaria o da una banca. Ecco dunque che ci si chiede come si possa fare per risolvere questo problema e per farsi accettare la propria domanda.

Purtroppo, non sempre quando si presenta una domanda di prestito si ha un esito positivo. Ogni banca e società finanziaria ha una politica interna ben precisa per stabilire quando concedere un finanziamento e quando, invece, rifiutarlo, e purtroppo non è dato conoscere a priori quale sarà l’esito finale della propria domanda.

Ma il rifiuto della concessione di un prestito non è la fine di tutte le opportunità di ottenere credito in futuro, vediamo in questo approfondimento quali sono le cause che portano a non avere un finanziamento e che cosa si può fare.

Cosa fare se il prestito è stato rifiutato

Sicuramente la prima cosa che viene in mente di fare è presentare domanda di finanziamento anche ad altre società finanziarie o ad altre banche.

NO!

Si tratta di un metodo di operare errato.

Quando infatti presenti domanda di finanziamento le banche e le società finanziarie controllano una banca dati per cercare la tua storia creditizia. In tale banca dati vengono riportate tutte le richieste di finanziamento che avanzi e vengono scritti anche gli esiti. Ecco dunque che una nuova banca o un nuovo istituto di credito saprà subito che una tua precedente richiesta è stata rifiutata.

Ecco perché conviene non presentare nuova domanda, in caso di prestito personale rifiutato, se prima non siano passati almeno 30 o 40 giorni dalla ricevuta risposta negativa.

Nella banca dati, infatti, le richieste non andate a buon fine restano iscritte per circa un mese, passato questo periodo vengono automaticamente cancellate.

La prima cosa da fare è, invece, cercare di capire perché la risposta è stata negativa.

Perché un prestito viene rifiutato?

Le motivazioni che portano al rifiuto nella concessione di un prestito possono essere tante. Tra le più frequenti troviamo la capacità di rimborso ritenuta insufficiente e la segnalazione come cattivo pagatore o protestato.

Insufficiente capacità di rimborso

Il prestito rifiutato per insufficiente capacità di rimborso dipende spesso dal fatto che lo stipendio mensile che si ha, oppure la propria dichiarazione dei redditi (nel caso di autonomi e liberi professionisti), non sono sufficientemente alti da dare all’istituto di credito la sicurezza che il richiedente potrà riuscire a rimborsare il prestito senza difficoltà.

E’ il caso di un lavoratore part time come i precari, di un collaboratore a progetto o magari di un imprenditore la cui attività si trova ancora agli inizi e sta ancora “ingranando”.

Cattivo pagatore o protestato

La segnalazione come cattivo pagatore o protestato è una delle situazioni peggiori in cui può trovarsi chi ha bisogno di credito, ma molto dipende dai singoli casi.

Il cattivo pagatore e il protestato possono avere diversi problemi nell'ottenimento di un finanziamento, in maniera particolare se si tratta di un lavoratore autonomo. Questa categoria di lavoratori, infatti, potrebbe avere problemi nell'avere finanziamenti in caso di disguidi finanziari passati, e una delle poche alternative potrebbe essere quella dei finanziamenti con cambiali.

Leggi anche il nostro articolo sui prestiti cambializzati a protestati, a domicilio e su "quando servono i prestiti con cambiali?".

I pensionati ed i dipendenti, invece, anche se protestati o cattivi pagatori, non hanno solitamente alcun problema ad ottenere una cessione del quinto (anche della pensione), poiché la presenza della busta paga e del TFR per i dipendenti, della pensione per i pensionati (tranne alcune pensioni che sono escluse), sono garanzie ritenute sufficienti nella maggior parte dei casi.

Friday, 14 April 2017 - Autore: Gino Topini