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Prestiti per pensionati invalidi: la guida 2019

I Prestiti per pensionati invalidi possono essere un valido aiuto per sostenere costi che purtroppo, soprattutto chi ha un'invalidità o una disabilità, è costretto a sostenere.

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Avere un'invalidità o una disabilità non è condizione, in generale, di rifiuto di un prestito. Anzi, praticamente nessun istituto riserva particolari prodotti per questa categoria, men che meno se andiamo ancora più nello specifico dei pensionati con invalidità.

Certo, naturalmente banche e finanziarie devono avere garanzie di rimborso, quindi può capitare che la richiesta venga rigettata in caso di età considerata troppo avanzata o pensione reputata non sufficiente per garantire l'ammortamento e mantenere, al contempo, il minimo vitale.

Insomma, le variabili in gioco sono tante, ma la via del prestito per far fronte a particolari esigenze o imprevisti economici non è affatto preclusa: vediamo subito quindi quali sono le strade che un pensionato invalido può intraprendere per accedere alla liquidità.

Prestiti per pensionati invalidi: i requisiti

Alcuni dei requisiti richiesti ai pensionati invalidi sono in linea di massima identici a quelli dovuti da tutti gli altri.

Anzitutto il cedolino della pensione come garanzia di rimborso, ma bisogna fare un distinguo tra vera e propria pensione, che consente l'accesso a prestiti sia tradizionali che agevolati, e assegno di invalidità. Quest'ultimo, se definitivo, viene assimilato alla pensione, mentre se temporaneo (di solito dunque di durata triennale), può comportare il rifiuto da parte dell'istituto di credito. In questo caso consigliamo comunque di inoltrare più richieste perché non si tratta di legge scritta ma di consuetudine, peraltro con non poche eccezioni.

In secondo luogo l'età. In effetti oggigiorno sono concessi prestiti anche agli ultra 80enni, ma di certo l'età cambia sia l'importo ottenibile sia la durata del piano di ammortamento.

I pensionati invalidi devono inoltre presentare documentazione medica attestante il tipo di disabilità e le motivazioni della stessa. Tali carte vengono sottoposte al controllo di un'assicurazione, in modo che esprima un parere sulle condizioni di salute e, di conseguenza, del rischio del finanziamento.

Prestiti INPS per pensionati invalidi

Una prima opportunità di prestito per i pensionati invalidi viene dall'ente previdenziale nazionale, che offre condizioni più che vantaggiose e pensate proprio per questa categoria. Una precisazione è d'obbligo: l'INPS non prevede forme di finanziamento per chi percepisce il solo assegno di invalidità civile, in quanto non può essere utilizzato per ottenere la cessione del quinto (si tratta infatti di una pensione della categoria “non cedibili”).

Questo prestito può infatti essere erogato a chi può dimostrare di avere anche un'altra forma di reddito, ad esempio uno stipendio, la pensione di vecchiaia o la pensione di reversibilità (che sono infatti pensioni “cedibili”, utilizzabili come garanzia per accedere alla cessione del quinto).

Le rate di rimborso vengono detratte mensilmente, e in modo automatico, dallo stipendio, e ciascuna non supera il quinto della pensione cedibile.

Per quanto riguarda i tassi di interesse, va notato che quelli dell'INPS sono tra i più convenienti oggi in circolazione, ma naturalmente il TAEG è estremamente variabile: dipende dalla durata del prestito, dal tipo di invalidità e in parte anche dall'età del richiedente.

Un altro vantaggio è che già la pensione (o lo stipendio) sono garanzie sufficienti all'ente, dunque l'accesso al prestito è pressoché esteso a tutti coloro in possesso dei requisiti, senza bisogno di dimostrare ulteriori garanzie reali al di fuori del documento di reddito. Si tratta non di una sottigliezza, anzi, perché questa policy consente di ottenere liquidità anche ai protestati e cattivi pagatori.

Parlando di prestiti INPS dobbiamo in realtà distingue due tipi di finanziamento.

Il primo, diretto, per cui si fa domanda direttamente all'ente di previdenza, anche tramite il sito internet. Al momento della richiesta si può scegliere la durata massima disponibile e l'importo della rata. Il quinto, infatti, non è una quota fissa ma la somma più alta che per legge si può pagare; va da sé che si può quindi optare per piani d'ammortamento più leggeri per le proprie finanze allungando il periodo di rimborso, ma si tenga presente che, naturalmente, si pagheranno più interessi.

Si può scegliere anche un prestito indiretto, rivolgendosi cioè agli istituti creditizi convenzionati con l'INPS. In questo caso interessi e costi sono decisi dalla banca o finanziaria, ma sempre rispettando un certo range fissato dall'ente di previdenza sociale. Si tratta sempre di prestiti agevolati, dunque, che potrebbero essere più vantaggiosi se, ad esempio, si è buoni clienti di quella banca da molti anni, se lo storico creditizio è positivo e se si può usufruire di tassi inferiori a quelli previsti dall'INPS per il prestito diretto.

Piccoli prestiti CEI

Il Prestito della Speranza è stato lanciato dal CEI grazie ad un accordo con l'Associazione. Si tratta, anche in questo caso, di un prestito a condizioni agevolate, sovvenzionato da un fondo di garanzia finanziato tramite i ricavi dell'8x1000, così da “favorire l'inclusione lavorativa e sociale dei soggetti in difficoltà”.

Questo prestito è destinato a singoli, famiglie, associazioni, imprese e società; a seconda che il richiedente sia una persona fisica o giuridica cambiano i requisiti d'accesso. In effetti non è un finanziamento riservato ai soli invalidi e disabili, ma la allarga il suo campo d'azione alle più generali situazioni di disagio: lavoratori precari, inoccupati, cassintegrati, imprenditori in fase di avvio di un'azienda.

Le banche coinvolte nell'accordo sono Intesa Sanpaolo, che eroga la liquidità, e Banca Prossima, che lo gestisce; per fare domanda occorre presentarsi ad uno sportello Caritas o delle Reti Fiduciarie, e dopo la risposta positiva (di solito non passano più di due settimane) si è accompagnati in banca da un referente, spesso un volontario ex impiegato bancario, che seguirà la pratica sino alla corresponsione della somma richiesta.

A proposito di denaro, vediamo subito quanto si può chiedere. Il tetto massimo ammonta a 6.000 euro, con TAEG che non supera il 4% e piano d'ammortamento di non oltre i 6 anni. In generale possiamo dire che le spese possono essere più basse, ma tutto dipende dalla documentazione medica e dall'ISEE, carte necessarie per reclamare il prestito. Nel caso specifico degli invalidi civili, la CEI garantisce tassi di interesse inferiori fino al 50% rispetto a ciò che viene prospettato nei tradizionali prestiti personali.

Finanziamento Findomestic

Findomestic non ha in realtà una soluzione ad hoc per andare incontro alle esigenze dei portatori di disabilità, come del resto praticamente tutte le banche, tuttavia il prestito personale Altri Progetti potrebbe essere interessante per i pensionati invalidi fino a 75 anni di età.

Il TAEG è fisso al 7,94%, non il più basso che si possa trovare sul mercato; tuttavia, se occorre una liquidità maggiore rispetto a quella erogata dalle due precedenti opzioni INPS e CEI, quella di Findomestic è un'ottima proposta. A fronte di requisiti di reddito dimostrabili, si possono infatti richiedere fino a 60.000 euro, spendibili per spese legali, cure mediche e visite specialistiche, che purtroppo nel caso dei pensionati con invalidità sono proprio le categorie su cui un supporto economico si rende indispensabile.

Ulteriori due lati positivi sono la possibilità di personalizzare la rata dopo i primi 6 mesi, cambiandola anche ogni mese se si vuole,

Un'alternativa è la cessione del quinto per i pensionati, con TAEG fisso al 6,11% e zero spese di intermediazione, gestione pratica, istruttoria pratica né di imposta di bollo/sostitutiva. Findomestic ha inoltre stipulato una convenzione con l'INPS, pertanto i pensionati dell'ente, gli ex INPDAP e gli ex ENPALS possono godere di maggiore rapidità di erogazione grazie ad un iter burocratico estremamente snello.

Prestito senza barriere di Bper

In effetti Bper fa eccezione, perché è ad oggi l'unica banca ad avere un prodotto dedicato agli invalidi, sia pensionati che non, in assenza di convenzione INPS.

Fino a pochissimi anni fa anche Banco Veneto e Banca delle Marche proponevano finanziamenti specifici per costoro, ma le vicissitudini amministrative e le successive acquisizioni hanno dissolto quelle preziose possibilità.

Per fortuna c'è Bper ad ampliare le soluzioni di finanziamento presenti sul mercato, con il sui Prestito Senza Barriere. L'importo richiedibile va da 1.001 a 25.000 euro, e la percentuale finanziabile può arrivare a coprire il 100% delle spese documentate; il TAN è variabile ma in tutti i casi il piano di ammortamento prevede il rimborso entro 120 mesi. Facendo un esempio, per una richiesta di 10.000 euro e restituzione in 72 mesi si avrebbero rate da meno di 150 euro mensili e TAEG di circa 2,5%.

Parliamo, già il nome lo suggerisce, di un prestito finalizzato, la cui destinazione deve cioè essere documentata e rientrare nelle macro-aree di mobilità, cura personale, accessibilità, strumenti informatici, comunicatori alfabetici e altre spese di settore come porte automatiche/scorrevoli e supporti per hobby/sport.

Rispettando questo vincolo, il prestito può essere richiesto e intestato anche ai familiari del beneficiario.

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Monday, 29 July 2019 - Autore: Gino Topini