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Prestiti per Lavoratori Precari, 7 volte su 10 vengono rifiutati

Purtroppo sembra che almeno 7 volte su 10 i prestiti a lavoratori precari vengano rifiutati, cerchiamo di capire meglio le motivazioni per poter valutare che possibilità ci sono per ottenere un prestito anche se si è un lavoratore atipico e che alternative ci sono se si hanno sempre risposte negative da parte di banche e finanziarie.

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Il mondo dei prestiti per i precari diventa sempre più complesso secondo una ricerca compiuta da Adnkronos che si rivolge a tutto il territorio nazionale. Secondo tale ricerca, 7 volte su 10 un prestito a tempo determinato viene rifiutato e le alternative per chi ha un contratto di lavoro atipico diventano poche: un garante oppure un finanziamento tra privati.

Prestiti con garante, un canale ancora sicuro

Per chi ha un genitore o un partner che può offrire una garanzia le porte sono un po' più aperte, anche se bisogna considerare quanto un prestito di tale tipologia possa gravare sul garante. Nel nostro testo sui prestiti con garante diamo tutte le indicazioni necessarie che riguardano questa tipologia di finanziamento, per cui ti invitiamo a leggerlo.

Secondo lo studio Adnkronos, nel caso di un garante bisogna stare molto attenti alle clausole incrociate che vengono inserite nel contratto di finanziamento, perché esse potrebbero finire per far gravare tutto l'onere del finanziamento sul garante stesso.

Prestiti a tempo determinato, le condizioni sono più svantaggiose

In linea generale vediamo che le condizioni che le banche e gli istituti di credito applicano ai prestiti con contratto a tempo determinato e ai prestiti per precari sono più svantaggiose rispetto a quelle che vengono applicate alle cessioni del quinto concesse a chi ha un contratto di lavoro a tempo indeterminato: tasso di interesse, importo massimo del finanziamento e durata di rimborso delle rate sono solo alcuni dei particolari più gravosi.

Lavoro flessibile e prestiti rigidi, due strade che non si incrociano

Il mercato dei prestiti non ha seguito affatto, stando a tutte queste indicazioni, quello del lavoro. Dal punto di vista dei contratti di impiego, infatti, dal 2008 ad oggi abbiamo visto un calo del 46,4% del numero dei contratti a tempo indeterminato, cui ha fatto fronte un incremento del 19,7% nel numero dei contratto a tempo determinato.

Nonostante questo è ancora particolarmente difficile riuscire a sottoscrivere (soprattutto a condizioni vantaggiose) un prestito con un contratto a tempo determinato. E' una cosa sulla quale le banche dovrebbero continuare a lavorare per rispondere in maniera più concreta alle necessità economiche di un numero sempre maggiore di lavoratori.

Le alternative? I prestiti tra privati

Come alternativa si potrebbero provare i prestiti tra privati come quelli di Smartika e di Prestiamoci. In buona sostanza si tratta di un finanziamento che viene concesso (in maniera del tutto legale) da persone private che hanno del denaro da parte e che cercano un modo alternativo per poterlo far fruttare.

In questo caso le agenzie come Smartika e Prestiamoci fungono da intermediari tra la domanda e l'offerta di denaro.

Quando le banche e le società finanziarie non aiutano è possibile cercare una strada in questa tipologia di finanziamento, nata proprio per soddisfare le esigenze di chi si è visto chiuse le classiche porte del credito.

Monday, 03 October 2016 - Autore: Gino Topini